fiamma

Sergio Fermariello

Per l’edizione 2018 di “Illumina la notte”, Fermariello realizzerà due interventi: un’installazione in Piazza Europa ed una mostra di opere al Villino del Balzo. La mostra distribuita nelle quattro sale dello spazio espositivo del Villino, sarà composta da nuovi lavori pittorici, serigrafie, foto delle principali istallazioni pubbliche fra cui: Avviso ai Naviganti, Alicante, Terre di Nessuno, e da un video realizzato rimaneggiando filmati storici degli archivi RAI riguardanti la guerra ad Aleppo. I filmati emozionanti con i bambini che giocano dopo un bombardamento, con gli occhi pieni di speranza, non lasceranno indifferenti gli spettatori. In piazza Europa, Fermariello invece realizzerà un’opera ispirata al tema della luce che sarà installata al centro del paese. Un intervento di arte pubblica creato appositamente per il luogo che lo ospiterà e perfettamente calato ed integrato nel contesto cittadino. L’opera nascerà da una attenta lettura del sito, della sua storia, delle sue ricchezze artistiche e architettoniche, dialogherà con le tradizioni locali, in un gioco di rimandi che la renderanno un’armoniosa e fortissima “presenza” sul territorio. La piazza verrà reinterpretata come luogo magico ed intriso di spiritualità e di forti tradizioni popolari: luogo della memoria, elemento fondamentale dell’opera, in quanto sempre presente nel percorso e nella ricerca dell’artista al fine di creare un legame visivo e materico tra economia, tradizione, memoria e forza.

Sergio Fermariello

Per l’edizione 2018 di “Illumina la notte”, Fermariello realizzerà due interventi: un’installazione in Piazza Europa ed una mostra di opere al Villino del Balzo. La mostra distribuita nelle quattro sale dello spazio espositivo del Villino, sarà composta da nuovi lavori pittorici, serigrafie, foto delle principali istallazioni pubbliche fra cui: Avviso ai Naviganti, Alicante, Terre di Nessuno, e da un video realizzato rimaneggiando filmati storici degli archivi RAI riguardanti la guerra ad Aleppo. I filmati emozionanti con i bambini che giocano dopo un bombardamento, con gli occhi pieni di speranza, non lasceranno indifferenti gli spettatori. In piazza Europa, Fermariello invece realizzerà un’opera ispirata al tema della luce che sarà installata al centro del paese. Un intervento di arte pubblica creato appositamente per il luogo che lo ospiterà e perfettamente calato ed integrato nel contesto cittadino. L’opera nascerà da una attenta lettura del sito, della sua storia, delle sue ricchezze artistiche e architettoniche, dialogherà con le tradizioni locali, in un gioco di rimandi che la renderanno un’armoniosa e fortissima “presenza” sul territorio. La piazza verrà reinterpretata come luogo magico ed intriso di spiritualità e di forti tradizioni popolari: luogo della memoria, elemento fondamentale dell’opera, in quanto sempre presente nel percorso e nella ricerca dell’artista al fine di creare un legame visivo e materico tra economia, tradizione, memoria e forza.

fiamma

Interrotti gli studi universitari di Scienze Naturali, per dedicarsi esclusivamente al disegno e alla pittura, Sergio Fermariello (Napoli,1961) inizialmente recupera il lessico visivo familiare, nel tentativo di catturare il tempo e la memoria. Verso la metà degli anni Ottanta il disegno tende a immagini sgranate, perde la messa a fuoco sull’oggetto, liquida le sue intime narrazioni con un lavoro forzato di blow-up, rendendo “la forma invisibile e vuoto il contenuto”, come dichiara l’artista. Un segno ripetuto, ostinato nella sua fissazione, che continua a graffiare la carta per inerzia da cui emergerà il guerriero, icona che accompagnerà il lavoro di Fermariello fino alle opere più recenti, tra cui Guerrieri-scrittura (2017), entrato nella collezione di MADRE. Partendo da un segno, un minuscolo pittogramma riconoscibile nella figura stilizzata di un guerriero ripetuta ossessivamente, l’artista realizza una “scrittura illimitata”, ricoprendo l’intera superficie della tela. Fermariello si definisce “scrittore di una sola parola” che, a partire dal solo significante stenografico del guerriero, egli ripete come un mantra, vanificando ogni altro tentativo ermeneutico d’interpretazione. Nel 1989 Fermariello riceve il primo importante riconoscimento con il premio internazionale Saatchi & Saatchi per i giovani artisti a Milano. Da quello stesso anno ha inizio un’intensa collaborazione con la Galleria Lucio Amelio, presso cui esporrà nel 1989, 1991 e 1992.

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